sabato 15 novembre 2008

Seghe mentali

Urla, giochi,
svuotato.
Sarà perchè non sono invisibile
col mondo in cui tutti ormai vivono.
Ma no, non c'entra...
...piccole confessioni, non mi fraintendere
è stata la giusta scelta...
Spengo.
Letto.
No.
I fiori del male potrebbero essere
adatti a questo momento, ma perchè la lettura?

Scrivo. Questo.

domenica 2 novembre 2008

Odi et amo

Amo...
...il suono delle dita sulle corde in alcuni brani acustici
...la nutella mangiata esclusivamente con l'indice sinistro
...stirarmi nel parcheggio di un autogrill dopo un viaggio di almeno 4 ore
...sfilare un pelino gli auricolari dall'Ipod per eliminare la traccia vocale e improvvisare un karaoke
...mentre suono col mio gruppo, pensare alle cose che al momento mi rendono felice (mi dà una carica bestiale)
...la prima fase dell'incazzatura
Odio...
...l'ipocrisia della gente
...quando i parenti ti dicono "ma quanto sei cresciuto!": non sai mai cosa rispondere
...non essere cagato

giovedì 23 ottobre 2008

la MIA morte

Molte volte mi capita di pensare alla morte. Alla mia morte. Mi capita soprattutto quando sono in macchina seduto sul sedile accanto a mio padre che guida. L’idea di scrivere ciò che state leggendo mi è venuta proprio in uno di quei viaggi. In autostrada, chenneso, durante i lunghi tragitti, quando il piede spinge un po’ troppo sull’acceleratore. Ma anche su strade poco trafficate. Quella su cui sono adesso è la via Emilia, sto andando in saletta a provare col gruppo. Penso alla mia morte e immediatamente, come se fosse una coincidenza, penso a come i miei familiari ma soprattutto i miei amici reagirebbero: come sarebbe la loro vita senza di me? Rimarrebbe qualcosa di me in loro, ma semplicemente rimarrebbe qualcosa di me?
E mi trovo a pensare quale sarebbe un’ipotetica eredità, o piuttosto il testamento, che lascerei se dovessi sapere che la morte mi aspetta da qualche parte.

Non so perché…ma se ci penso non so mai cosa scrivere.

pensiero musicale/musica sentimentale

il pensiero di te
mi è passato fra le
dita e...
...si è trasformato in musica.

martedì 16 settembre 2008

E' morto un genio..

LONDRA - È morto all’età di 65 anni Richard Wright, uno dei fondatori dei Pink Floyd. Tastierista e pianista ma anche vocalista per il gruppo rock-psichedelico di Cambridge, Wright è morto al termine di una lunga battaglia contro un tumore. La morte di Wright segue di poco più di due anni quella di un altro dei fondatori della band inglese, Syd Barrett - cantante, autore, chitarrista - che abbandonò i Pink Floyd nel 1968. Fu proprio l’uscita di scena di Barrett, che perseguì una carriera da solista, a fare di Wright il compositore melodico del gruppo. Partecipò alla composizione di alcuni brani degli album «Dark Side Of The Moon» e «Wish You Were Here». La sua militanza nella band fu però segnata da una certa discontinuità a causa di alcune divergenze con Roger Waters, altro fondatore del gruppo, che lo constrinsero ad abbandonare i Pink Floyd durante la registrazione di uno degli album più conosciuti: «The Wall». Wright intraprese la carriere da solista e fondò un altro gruppo il cui unico album fu un vero fiasco. In seguito i Pink Floyd lo richiamarono in alcune tournée e collaborò ai lavori successivi della band.
(da "La Stampa", 15/09/2008)


Non c'è che dire, fortunati coloro che lo conobbero, fortunati coloro che ebbero la possibilità di vederlo dal vivo, fortunati coloro che ascoltarono la sua musica, e coloro che riuscirono ad apprezzarla sempre, fortunati coloro che piansero ascoltando "The Great Gig in the Sky", perchè molto di tutto ciò, ora che lui è morto, non lo si può più fare: possiamo però ricordarlo, per come riuscì a dar forma ai suoi pensieri e ai suoi sentimenti in pezzi indimenticabili come "Shine on You Crazy Diamond", "Us And Them", "Keep Talking"...
...e per la sua modestia, nel vivere e nel suonare, che lo portò a farsi amare sempre.

mercoledì 10 settembre 2008

La lettura: un piacere che può essere imposto?

La lettura è un piacere, si sa. Un piacere, ossia “senso di viva soddisfazione che deriva dall’appagamento di desideri, fisici o spirituali, o di aspirazioni di vario genere”.
Desiderio quindi, la lettura deve essere un desiderio.
Chi ama leggere desidera leggere e desidera scegliere i libri da leggere da solo, in base al genere, all’autore, all’argomento preferiti, o magari in base alla copertina, al titolo (perché non scegliere un libro dalla copertina completamente bianca?), come mi è stato suggerito ultimamente da una mia prof.
Ma chi non ama leggere non desidera leggere e non pensa neanche lontanamente di entrare in una biblioteca o libreria che sia.
Da un po’ di anni nelle scuole italiane i professori cercano di invogliare i propri studenti alla lettura, il più delle volte costringendo alla lettura. Questo metodo potrebbe valere per i ragazzi delle scuole elementari e medie (quando ancora gli alunni non hanno sviluppato una propria personalità, non sanno ciò che veramente piace a se stessi e ciò che invece non piace) ma tra gli adolescenti, a mio parere, non può che avere effetti catastrofici.
Le classi dei licei italiani (parlo dei licei dal momento che è la realtà in cui mi ritrovo) solitamente sono composte mediamente: c’è chi legge e chi no. Ecco il problema: un professore costringe i suoi alunni a leggere un libro al mese e a consegnare per tempo una relazione scritta riguardante il libro, che il più delle volte risulta essere tutt’altro che un romanzo contemporaneo o comunque un libro piacevole per i ragazzi di quest’età. I librofili in questo modo non hanno il tempo di leggere ciò che vorrebbero perché hanno già un altro libro da leggere. Sì. Un libro imposto. E tra studio impegni vari e relazione sul libro richiesta dal prof, non c’è tempo per latri libri. Si potrebbe dire che le letture consigliate dai professori sono quelle che veramente contano, quelle importanti che servono a formare il liceale perfetto. Ma anche nel caso il lettore si imbattesse in un libro, in un autore che in una situazione normale gli potrebbe benissimo piacere, non lo apprezzerebbe di sicuro come se nel libro vi si fosse imbattuto da solo, senza obbligo.
Per chi invece non ama leggere questa non è altro che perdita di tempo. Anzi è ancor peggio, perché così facendo non si fa altro che inasprire il rapporto tra lo studente e la lettura, quando l’incontro tra i due potrebbe avvenire spontaneamente o per cause che non implichino un obbligo imposto da qualcuno. Certo, molti professori sostengono che con il loro metodo avvicinano molti adolescenti alla lettura, ma purtroppo per loro la percentuale, almeno per ora è molto bassa: nel 2006 infatti la percentuale di studenti che leggevano nel tempo libero si aggirava al di sotto del 25% (Statistica Istat, La lettura dei libri in Italia, 10 maggio 2007).
Quindi: perché continuare con una pratica che non fa altro che peggiorare la situazione?
Questo, bisognerebbe chiederlo ai professori.

martedì 9 settembre 2008

Note Frizzanti!

La mia seconda composizione per pianoforte: lo stile è molto diverso da quello di "Reflections on nothing" è un concentrato di virtuosismo, sonorità jazz e un pizzico di follia...spero vi piaccia!
(cliccate sul titolo per ascoltare il brano)